Dissatisfaction vs. Satisfaction: a personal challenge

Ten days ago Moonstone was officially born. I’d like to try and explain my feelings at that very moment, but to do so I need to let you know what happened at the beginning.

Everyone has a dream, but no one ever consciounsly realizes when it starts to sparkle. Sometimes one doesn’t even know what the dream is about. We are simply aware that there is something inside of ourselves, hiding in a dark corner, which from time to time reveals its presence.  Arts & crafts markets have always had a special lure for me, not just considering the displayed objects, but also the general atmosphere. First of all, I love looking at the artist, observing the way he introduces himself and his works to the customer. I enjoy imagining his own imagination, the creativity moving in his eyes, that puts his hands into action, that makes him use ce rtain words. Furthermore, I linger, envisioning his private life, half creative solitude, half fortuitous sociality.

And don’t forget the whole market’s sensations, the combination of colours noise and perfumes. Well, maybe I’m still the same old romantic who loves old artists’ troubled lives. But aren’t we talking about modern artists, with all of their difficulties of living in our modern world? Every one of these characters (yes, I like to talk of them more as characters of a book, heroes of a beautiful adventure, rather than just people) has his own creative universe where he can seek refuge, a universe of his own because he created it, in which he can find true satisfaction.

Talking about me, when did I decide to start creating, designing my own patterns? Easy: in the same moment when I started becoming fed up with feeling dissatisfied with everything I did, realizing I had postponed too much in order to make space for more “useful” things. I asked myself if it was normal to feel nothing special for my good grades at school; if it was ok to feel quite indifferent on my graduation day; or, having grew so weary of my job, where even the salary was not a good consolation.

Funny stall at Galway Market
Funny stall at Galway Market

I couldn’t go on like that, feeling like an old granny when I’m just twenty-five. And so, about one and a half month ago I began crafting, randomly at first, trying, failing, having fun and getting frustrated; then selecting what I was really happy and truly satisfied with. After all, because it doesn’t matter what kind of job I could find in a few weeks or months, what matters most is that my main activity, not for amount of time or means involved, is this one: Moonstone.

Moonily yours,

Serena.

***

Dieci giorni fa nasceva ufficialmente Moonstone. Vorrei provare a spiegarvi come mi sono sentita in quel momento, ma sarebbe quasi impossibile farlo senza soffermarmi su cosa c’è stato al principio di tutto.

Ognuno di noi ha un sogno, ma nessuno si rende mai conto in maniera cosciente del momento in cui questo comincia a formarsi in noi. A volte non conosciamo nemmeno il sogno. Sappiamo solo che c’è qualcosa dentro, nascosto in qualche angolo, che di tanto in tanto tradisce la sua presenza.

Io ho sempre sentito un’attrazione particolare per i mercatini di artigianato. E questa non si rivolge solo ai prodotti che vedo esposti, ma a tutto ciò che li circonda. Prima di tutto mi incuriosisce guardare in faccia l’artista, notare il modo in cui si pone verso il cliente ma anche verso le sue piccole opere. Mi diverte immaginare la fantasia, la creatività che si muove nel suo sguardo, che muove le sue mani, che lo spinge a usare certe parole. Infine mi affascina immaginare la sua vita, divisa tra solitudine creativa e socialità occasionale.

Market's colourfulness :D
Market’s colourfulness 😀

Ovviamente c’è anche tutto l’insieme di colori, rumori e profumi che si riconoscono in un mercato. Va bene, forse sono solo la solita romantica a cui piacciono tanto le vite travagliate degli artisti del passato. Ma questi non sono forse artisti moderni con tutte le relative difficoltà del vivere nel mondo moderno? Ognuno di questi personaggi (immagino un creativo come un personaggio con le sue mille particolarità piuttosto che come una persona) ha il proprio universo creativo parallelo in cui rifugiarsi, un mondo che davvero appartiene a loro perché da loro creato, nel quale possono trovare la vera soddisfazione.

Allora quando ho deciso di cominciare a creare anch’io, inventando motivi miei al cento per cento? Nel momento in cui mi sono stancata di sentirmi insoddisfatta in tutto ciò che facevo, quando ho capito che avevo rimandato troppo per far posto ad altre cose più “utili”. Mi sono chiesta: possibile che non sia mai stata soddisfatta dei miei bei voti a scuola? Possibile che la mia gioia per aver preso la laurea sia stata così limitata? Possibile che il lavoro che mi ero trovata a fare fino a pochissimo tempo fa mi pesasse così tanto e non sentissi nemmeno lo stipendio come una minima consolazione?

Di certo non potevo andare avanti così, sentendomi vecchia dentro già a venticinque anni. Quindi, circa un mese e mezzo fa ho cominciato a creare, prima alla rinfusa, provando, sbagliando, divertendomi e sgridandomi da sola, poi scegliendo cosa mi riusciva davvero e mi soddisfaceva.

Sì, perché non importa quale lavoro mi troverò a fare da qui a qualche settimana, so che l’attività più importante, non per tempo e mezzi impiegati, ma per vera soddisfazione, è questa qui: Moonstone.

Lunaticamente vostra,

Serena.

Galway Market

4 Comments Add yours

  1. wwayne says:

    Il tuo post mi ha fatto venire in mente un film che ho visto tempo fa, e che parlava proprio dell’importanza di inseguire sempre i propri sogni. Ho parlato del film in questo mio post: https://wwayne.wordpress.com/2013/11/21/guardatelo-2/. Che ne pensi?

    Liked by 1 person

    1. Ciao! Ho letto la tua recensione e mi sono incuriosita. Mi devo ricordare di cercare quel film. E sai la cosa affascinante dei due protagonisti di questo film qual è? I loro nomi! Chance e Heavenly. Or a Heavenly Chance! Nice! 😀

      Like

      1. wwayne says:

        Porca miseria, non ci avevo mai pensato! Unendo i due nomi, ottieni l’espressione “possibilità paradisiaca.” Acutissima osservazione!
        Il film lo trovi in streaming su cineblog. Grazie per la risposta! 🙂

        Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.