Galway, one way

Hi everybody! I had started writing this post two days ago already, but then I felt strange, a weird tingling in my hands telling me to stop. Maybe just a stupid way to avoid bad luck, but you never know! I told myself: shut everything down and write again when everything will be turned into reality.

Well, I followed my instinct, and here I am, writing about something I don’t know how to write about. It’s not easy to talk about a dream coming true. Too often it’s even hard to catch the right moment it happens. I know that for me it was yesterday. But when exactly? Maybe when I said goodbye to my friends? When I got on the bus in Dublin, or when I got off it in Galway? Perhaps when I entered my new accomodation?

Ciao a tutti!!! Avevo iniziato a scrivere già due giorni fa questo post, ma poi sapete quella strana sensazione… come dire… quel formicolio che ti dice: “fermati!!! Magari è solo scaramanzia inutile, ma non si sa mai! Chiudi tutto e torna a scrivere quando sarà tutto reale!”

Ok, ho dato retta all’istinto, ed eccomi qui a scrivere di qualcosa di cui non so come scrivere. Non è facile parlare di un sogno che si avvera. A volte è difficile anche cogliere l’esatto momento in cui succede. Io so che è stato ieri, ma esattamente quando? Quando ho salutato i miei amici? Quando sono salita sul pullman a Dublino? Quando sono scesa dal pullman a Galway? Quando ho messo piede nella mia accomodation temporanea?

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Maybe I have a clue: the clouds! Them, always. I’m always lost in the clouds when I’m in Galway, daydreaming of my castles in the sky. Finally, I’m in my Kingdom, the one in which I can be myself, where nobody would dare to tell me to come down to earth.

After five years of trying my best to find the right place for every little piece of the big puzzle; after working to find resources that could bring me closer to my destination month after month; after having made friends with my good luck (it asks for some persistence as well); after living for five years with a dream which sometimes seemed to fade away, just to come back even brighter than before; after learning to live as if I had not that dream inside my head, just to avoid useless explanations for others, now I’m here, in Galway.

Pensandoci, forse ho la risposta: le nuvole! Sempre loro. Sono sempre tra le nuvole a Galway; i sogni sono castelli costruiti lassù, e io sono entrata ufficialmente nel mio regno. Quello dove sento di poter essere me stessa, quello dove nessuno si azzarderebbe a dirmi di smettere di illudermi e di tornare con i piedi per terra.

Dopo cinque anni in cui mi sono impegnata al massimo per fare in modo che i vari pezzi trovassero l’incastro perfetto; dopo aver faticato a trovare i mezzi materiali per potermi avvicinare mese dopo mese alla meta; anche dopo essermi fatta amica una certa dose di fortuna (che anche questo richiede perseveranza); avendo vissuto cinque anni in cui a volte il sogno sbiadiva, per poi ripresentarsi più vivido che mai; dopo aver fatto finta che non esistesse, per evitare di dover dare troppe spiegazioni inutili, eccomi di nuovo qui, a Galway.

If I have to use one word to describe the mix of feelings I’m lost in now, it would be: RELIEF.

Pensando alla parola che potrebbe descrivere meglio l’insieme di sensazioni che provo ora, mi viene in mente solo questa: SOLLIEVO!

Moonily yours,

Serena.

Lunaticamente vostra,

Serena.

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