Pre-Holidays stress

I woke up this morning with some temperature, cold and my head ready to explode.

In two days I will be off to Italy, to my hometown for a week.

A friend of mine texted me: “The fever is due to your excitement because you’re coming back to Latina”.
Then I asked myself: for an expat like me, do holidays at home really work?
If I think of the word “holiday”, this is what comes to my mind: relaxing, hakuna matata, no undelayable errands, doing what you want to do when you want to do it, meeting only people you feel like meeting, forget about any fixed routine.

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Holidays at home are nothing like that.

First of all, you start planning it well before, because there are certain things you want to do now that you get the chance to be there, people you want to meet and other who will want to meet you after such a long time (even if this “long time” is just 5 months); you are also aware that you should keep a kind of a routine, because you’re living at home, and your family is not on holiday as you. Let’s add a couple of check-ups (I have to admit that having a public health system is a great advantage).

A good holiday depends on the destination. My destination is my hometown, a place never accepted me and from where I’ve always tried to stay away.

What about the weather? Maybe I complain about the Irish weather less than the Irish themselves. This considered, I can say 35° is not my ideal temperature. You can do absolutely nothing at 35°!

Then you start looking around, being in a place you thought you knew so well, finding it changed every time. You notice something new in the home you lived for 20 years, a new roundabout in the city centre, a new shop. Who is with you in that moment will look at you, startled, because: “This shop opened a long time ago! Oh, well, you couldn’t know that”. You see familiar balances changing while you live far away, for better or for worse. And you try not to feel guilty.

I don’t mean I’m not happy to go back home for a while. Not at all! I see my family on Skype about once a week, so I don’t feel all the urge to meet them in person. But I’m certainly looking forward to laugh again with my friends and petting the cats!!!

Moonily Yours,
Serena

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Mi sono svegliata con la febbre, il naso tappato e la testa pronta a scoppiare.

Tra due giorni parto per una settimana di vacanza in Italia.

Un’amica mi ha scritto ironicamente: “La febbre ti è venuta perché sei troppo contenta di tornare a Latina”.
Allora mi sono chiesta: per un’espatriata, le vacanze nel proprio paese d’origine sono vere vacanze?
Penso alla parola “vacanza”: relax, nessun pensiero, niente impegni improrogabili, fare solo le cose che vuoi fare, vedere solo le persone che vuoi vedere, abbandonare la routine, dimenticarsi dell’orologio.

Le vacanze a casa non sono affatto così.

Innanzitutto le inizi a pianificare con il giusto anticipo. Perché ci sono cose che vuoi “cogliere l’occasione” di fare, persone che vuoi vedere o che ti vorranno vedere dopo tanto tempo (anche se sono passati appena 5 mesi dall’ultimo incontro), devi mantenere una certa routine perché vivi a casa tua, e i tuoi non sono in vacanza. E mettiamoci anche qualche visita di controllo; perché ammettiamolo, la sanità pubblica che c’è in madrepatria fa comodo.

La destinazione è forse il primo elemento che “fa vacanza”. Ecco, a me tocca tornare in una città che non mi ha mai voluta e da cui ho cercato sempre di stare alla larga.

Il meteo? 35 gradi non sono assolutamente la mia temperatura ideale, considerando che non riesco a muovere un dito, figuriamoci a far girare le rotelle del cervello. Forse mi lamento meno io del tempo qui, che gli stessi irlandesi.

E poi ti guardi intorno, in un posto che pensavi di conoscere e che invece trovi sempre un po’ cambiato. Noti qualche dettaglio nella casa dove hai vissuto per vent’anni, una rotatoria nuova in città, un negozio nuovo. E quando lo noti ad alta voce, chi è con te ti guarda come per dire: “Da mo’ che l’hanno aperto! Beh, poverina, non potevi saperlo…” Noti anche come gli equilibri famigliari cambiano quando vivi lontano, nel bene e nel male. E cerchi di nascondere i sensi di colpa.

Non voglio dire che non sono contenta di tornare, eh! Tutt’altro! Vedo i miei circa una volta a settimana su Skype, quindi non sento tutto questo bisogno di incontrarli dal vivo; mentre non vedo l’ora di ridere di nuovo con le mie amiche e di accarezzare i gatti!!!!

Lunaticamente Vostra,
Serena

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One Comment Add yours

  1. Annika says:

    E’ sempre così, nel bene e nel male… anche a me ogni tanto piacerebbe andarmene in vacanza per i fatti miei, ma no! Bisogna rientrare in famiglia. Argh

    Like

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