When parents visit their expat daughter

When parents go to visit their daughter who lives abroad, there are some expectations and fears from both sides.

Parents hope their child lives in a nice place, a nice house, surrounded by very nice people. They are afraid (considering their daughter lives in Ireland) of finding out she adapted to live in a shanty, always under pouring rain, surrounded by drunkards.

The daughter (considering her parents come from Italy) hopes her home is clean enough, that the weather will be miraculously good for a few days, that Irish people can refrain for a weekend. The daughter knows her mum will complain for the bad coffee and all the stuff she won’t be able to find at the shop, and that her dad… No, he will be ok.

The best thing that might happen would be: mum realizing she is on holiday and she is not supposed to clean, that the weather is fantastic for almost a week, and that Irish people is always so friendly that it doesn’t matter to know if it’s the alcohol or not.

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Final evaluation:

Daughter: after sleeping on a very uncomfortable sofa bed for a week, being a guide and interpreter, having even driven so that her father could enjoy the views, arguing with her mum just once on the last night, pretending she would never be able to drink a whole pint of beer (not even after 3 years of Irish training!), keeping company to her mum in every souvenir shop, bearing her mum at the supermarket, going to look for her dad who managed to get lost in Galway right when his phone was not working: EXAM PASSED!

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Father: After the superhuman effort of driving on the other side for 4 days, coming to those dark and suffocating pubs (in his own words) for 3 nights, showing a Buddhist calm keeping the peace between daughter and mother (and between himself and his wife), gardening his daughter’s “English garden”, sipping carefully the 9€ wine his wife bought, going 3 times to buy cigarettes and coming back without them (he would be too shy to go in and ask “Sigarèt, ten!”, managing to find an Italian couple at the shop to ask them what kind of meat was he buying, after getting lost realizing his phone was not working: EXAM PASSED!

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Mother: After realizing she was on holiday, after limiting herself to cook, after being always so fast getting ready in the morning, managing to change place to everything only in the kitchen, arguing with her daughter just on the night before leaving, adapting herself to go shopping here, after buying only one bottle of wine for 9€ (she couldn’t survive one week without), dancing all Saturday night in a pub making all my friends join her, being proud of herself for asking in a perfect English where the toilet was, I can say: EXAM PASSED!

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My thought goes to my sister, who couldn’t be here for university reasons, missing this unforgettable holiday.

Moonily Yours,
Serena

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Quando i genitori vanno a far visita alla figlia che vive all’estero, si creano aspettative e timori da entrambe le parti.

I genitori sperano di trovare la loro figlia in un bell’ambiente, una bella casetta, circondata da belle persone. Temono (mi riferisco a me che vivo in Irlanda) di trovarla adattata a vivere in una catapecchia, lavata da pioggia incessante, circondata da ubriaconi.

La figlia (considerando che i genitori vengono dall’Italia) spera che la casetta sia abbastanza pulita, che il tempo faccia la grazia di reggere per qualche giorno, che gli irlandesi decidano di controllarsi almeno per un weekend. La figlia sa che la mamma si lamenterà per il caffè annacquato e tutte le cose che non troverà al supermercato, e che il papà… No, il papà si adatterà.

La cosa più bella che può succedere è che la madre capisca che viene qui in vacanza e non a fare la domestica, che il tempo sia miracolosamente fantastico per poco meno di una settimana, e che gli irlandesi siano come al solito così ospitali che i genitori non faranno caso se sia l’effetto dell’alcol o meno.

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Bilancio alla fine della visita:

Figlia: dopo aver dormito sullo scomodissimo divano letto per una settimana, aver fatto da guida e interprete, aver addirittura guidato per far godere al papà del panorama, aver discusso con la madre solo una volta l’ultima sera, aver rassicurato entrambi sul fatto che lei una pinta intera di birra non riesce mica a berla! (dopo quasi 3 anni di training in Irlanda… no no!), aver fatto compagnia alla madre in tutti i negozi di souvenir, aver sopportato la mamma in un supermercato, essere uscita a cercare il padre che è riuscito a perdersi a Galway proprio quando non gli funzionava il cellulare: PROMOSSISSIMA!

Padre: dopo aver fatto lo sforzo sovrumano di guidare a sinistra per 4 giorni, essere venuto nei pub bui e senza ossigeno (parole sue ovviamente) per 3 sere, aver mostrato una calma da buddista mantenendo la pace tra figlia e madre (e tra se stesso e sua moglie), aver fatto un po’ di giardinaggio di fronte casa (perché alla figlia piace troppo il giardino all’inglese, o alla cazzum), aver centellinato la bottiglia di vino in offerta a 9€, essere uscito tre volte a comprare le sigarette tornando sempre a casa senza (perché all’ultimo momento si vergognava a entrare al negozio e dire “sigarèt, ten!”), aver fermato degli italiani per farsi spiegare al supermercato che carne stava comprando, dopo essersi perso e aver scoperto che il cellulare non funzionava: PROMOSSISSIMO!

Madre: dopo aver deciso che era in vacanza, dopo essersi limitata a cucinare, dopo aver fatto lo sforzo di sbrigarsi a prepararsi ogni mattina, dopo esser riuscita a cambiare posto a tutte le cose solo in cucina, dopo esser riuscita a discutere con la figlia solo la sera prima di partire, dopo essersi adattata a far spesa qui, dopo aver comprato a tradimento una bottiglia di vino in offerta a 9€ (perché senza per una settimana non si sopravvive), dopo aver ballato il sabato sera in un pub riuscendo a far ballare tutti gli amici della figlia, dopo esser stata fiera per aver saputo chiedere in perfetto inglese dove fosse il bagno: direi PROMOSSISSIMA!

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Il mio pensiero va a mia sorella, che a causa di impegni universitari si è persa una vacanza memorabile.

Lunaticamente Vostra,
Serena

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