Sherry trifle & a shy turkey

This year I decided not to go back to Italy for Christmas. Instead, I spent it with Mr J and his family.

One of his sisters had arranged the renting of a holiday home close to the beach of Enniscrone, and we went there for dinner three times in a row!

La tavola - tanto vino

First of all, I have to say this was the most relaxing Christmas of all my life. For the first time I was a guest, and didn’t have to endure my parents, who are usually the hosts and always get so anxious about it. It’s like they are not able to talk anymore, only to shout! Anyway, I still don’t know how Mr J’s sister managed to organize everything, even making an apple pie on a  Christmassy hangover on the third day.

Once Christmas was over, Mr J asked me how difficult it was for me to be far from home for the holidays, in a still semi-new family.

I asked him if he was joking! Spending Christmas as a lazy guest, snooping in the traditions of a family which is not yours, and even from a different culture? But I was the luckiest woman!

Even dogs showed their love!

Something caused my deep surprise straight away: Mr J’s sisters gave us two goodie bags full of nice things to share between us. How good it is when genuinely you are not expecting anything, and then even the most tiny thing becomes special!

That night, once back to Mr J’s, it was so funny to discuss on who should take what from the bags. We decided that we would have drunk the bottle of wine and lighted the scented candle together. Then he agreed I could have the hand cream and the chamomile wardrobe sachet (girly stuff), and the printed picture of us. He could have the Christmas candle (his house needed some festive colours) and his family pictures calendar. We couldn’t reach a compromise on the chocolate, so we ate it all.

Talking about the Christmas menu, this included turkey, of course. And here one of my myths crumbled: the real turkey is not photogenic, at all!
I also tasted and loved the sherry trifle, which had everything I like: sponge cake and sherry, fruit, jelly, custard, cream. A pink bomb!

In order to digest a dinner that was maybe half of what I’m used to tolerate in Italy at this time of the year, Mr J and I dared to go for a walk by the sea. We were back after about 15 minutes, just before freezing for good. You know how beautiful is the sea in winter. Now think about the Atlantic shores at Christmas, on a clear starry night. Brrr!

On St. Stephen’s Day, we opened something I had brought: a traditional Italian chocolate Panettone and a bottle of Passito from Pantelleria, a fortified wine from Sicily.
I’m so happy Mr J Senior loved it so much! He kept drinking it, saying: “It’s so sweet, it can’t be alcoholic”.

In a nutshell, this Christmas had it all.

I enjoyed the new, and introduced something new myself.

There was the kindness of brothers and sisters fond of their fragile and resilient parents.

There was adolescents’ spontaneity.

There was presence and distance. There was certainty in the present Christmas, memories of the past ones, and the wonderings of what will come.

Thanks to this lack of habits and expectations, it was the most genuine one. Christmas 2017 surely taught me something, and I hope I will be able to bring the message with me to Italy next December.

Moonily Yours,
Serena

Enniscrone, Ireland

***

Enniscrone beach - County Sligo

Quest’anno ho deciso di non tornare in Italia per Natale, e di passarlo per la prima volta con Mr J e la sua famiglia.

Una delle sue sorelle aveva affittato una casa sul mare per qualche giorno, e noi e un’altra decina di persone siamo stati lì a cena per tre sere.

Prima di tutto, devo dire che questo è stato il Natale più rilassante della mia vita. Per la prima volta sono stata ospite, e non vittima delle crisi di nervi dei miei genitori, di solito ospitanti. Profonda stima per la sorella di Mr J, che ha addirittura preparato un’apple pie il terzo giorno, in preda a una sbornia festiva.

Mr J mi ha confessato solo dopo che era un po’ preoccupato, perché pensava non dovesse essere facile per me stare lontano da casa a Natale e trovarmi catapultata in una famiglia dove ancora alcune persone erano sconosciute.

Scherziamo? Passare Natale come ospite nullafacente, ficcando il naso nelle usanze di una famiglia che non è la tua e che è anche di un’altra cultura? Ma è una delle fortune della vita!

Persino i cani mi hanno dimostrato affetto apertamente.

Mi sono emozionata quando le due sorelle di Mr J ci hanno regalato due buste piene di cose belle da condividere. E’ impagabile la sensazione di quando genuinamente non ti aspetti nulla, e arriva la sorpresa!

Quella sera, una volta tornati a casa sua, è stato divertente discutere con Mr J su chi dovesse appropriarsi di cosa di quelle buste. Abbiamo deciso che il vino lo avremmo bevuto insieme e la candela accesa in una serata romantica. Io mi sono aggiudicata il profuma armadio e la crema mani (roba da femmine), e una foto di noi due incorniciata, mentre lui il calendario con le foto della sua famiglia e un’altra candela natalizia (perché si sa, un uomo che vive da solo non decorerebbe mai casa per Natale). Per i cioccolatini non siamo riusciti a scendere a compromessi, e li abbiamo fatti fuori subito.  

Per quanto riguarda il menù, questo prevedeva tacchino. E qui mi è crollato un mito: il tacchino della realtà non è così fotogenico come si pensa.
Ho anche assaggiato e amato lo Sherry Trifle, fatto da uno strato di pan di spagna bagnato con lo sherry, con sopra frutta mista, gelatina, crema pasticcera e panna montata. Una bomba rosa!

Sherry Trifle

Per digerire una cena che era forse la metà di quanto sono abituata a sopportare di solito in Italia, io e Mr J abbiamo deciso coraggiosamente di fare una passeggiata di forse 15 minuti sul mare, tornando a casa appena prima di raggiungere il punto di assideramento. Immaginate il mare d’inverno, ovvero l’Atlantico a Natale, in una limpida sera stellata.

Il giorno di Santo Stefano, abbiamo aperto qualcosa che avevo portato io: il panettone al cioccolato (perché ero sicura che quello tradizionale con i canditi avrebbe fatto schifo anche a loro), e una bottiglia di Passito di Pantelleria (isola di origine di mio padre), che Mr J Senior continuava a bere dicendo: “E’ dolce, sono sicuro che non è alcolico!”

Insomma, in questo Natale c’è stato tutto.

Ci ho trovato, e portato, novità.

C’era la tenerezza di fratelli e sorelle nei confronti di una coppia di genitori così fragili ma resilienti.

C’era la spontaneità di due adolescenti.

C’era la presenza e il pensiero della lontananza. Il senso di sicurezza del Natale presente, i ricordi di quelli passati, e l’incertezza di quelli futuri.

E proprio grazie all’assenza di quel senso di abitudine e aspettative, è stato il più genuino che io abbia mai vissuto. Natale 2017 mi ha regalato questo insegnamento, e spero di riuscire a portarlo con me in Italia questo prossimo Dicembre.

Lunaticamente Vostra,
Serena

 

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