14/56 Too much empathy

One of the things that this experience is teaching me, is that too much empathy is not good.

At first, I worried for me and all the other neighbours in my situation. Really imagining their thughts, their stress, their worries.

Then I found the two potential housemates, and I was worried because one of the rooms was too small, and making sure that the other double was nice enough. Worrying about how to arrange cats’ stuff in an apartment without being too invasive.

And of course I was super worried about the two of them.

Then, I realised that nobody was that worried about me, not even myself.

Now, almost all of the neighbours found another accommodation, one of the potential housemates decided to pursue new challenges in another country, and read a lot of stories on how animals adapt well to a change of environment with just a few things to pay attention to.

Where does this all come from? Why am I so worried about others, even when I know that others are independent and well able to look after themselves (better than I do with myself apparently).

This is not something I will be able to change in just a few days. I realise it’s one of the journeys I want to follow.

It’s not about becoming selfish. Or it’s rather learning a bit of healthy selfishness.

Moonily Yours,
Serena

***

Una delle cose che questa esperienza mi sta insegnando, è che troppa empatia fa male.

All’inizio mi sono preoccupata non solo per me, ma anche per tutti i vicini nella mia stessa situazione. Riuscivo a immaginare i loro pensieri, preoccupazioni, stress.

Poi ho trovato due potenziali coinquiline, e ho iniziato a preoccuparmi perché magari una delle stanze era troppo piccola, che l’altra stanza doppia fosse abbastanza grande, di come sistemare le gatte in modo da non risultare troppo invasiva.

E ovviamente ero anche preoccupata per le due feline.

Poi mi sono resa conto che nessuno si stava preoccupando per me, nemmeno io stessa.

Ormai quasi tutti i vicini hanno trovato un’altra sistemazione, una delle potenziali coinquiline ha deciso di “provarci” in un altro paese, e ho letto molte storie su come gli animali si abituino bene ai cambiamenti se si sta attenti a una o due cose.

Da dove nasce tutto ciò? Perché mi prendo così a cuore le vite altrui, ben sapendo che gli altri sono indipendenti e ben capaci di badare a se stessi, anche meglio di quanto io faccia con me stessa?

Questo non è qualcosa che sarò in grado di cambiare dall’oggi al domani. Mi rendo conto che sarà un viaggio che sarà interessante intraprendere.

Non è il fatto di diventare egoisti. O meglio, il punto è imparare un sano egoismo.

Lunaticamente Vostra,
Serena

 

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