A refreshing day

First day of fresh air after weeks of horrible heat, and I start functioning again.

My life was in stand-by mode for a while. Too long, actually.
(Apart from the 5 most fantastic days spent in Rome with Mr J. I’ll tell you again about it)

Recently, I don’t know exactly how and why, I got so tired. So, today I was tempted to spend my Saturday in bed. But Juno kept meowing, asking me to be let out to one of her great local adventures, and I had to get up.
Thanks Juno and the clouds, I found the motivation to start functioning again. I might even go out for an ice cream later on.

What does “functioning” mean to me?

It means dedicating my time to some activities outside the daily normal to-do list: go to work, shopping, clean the house, clean the cats’ litter… Doing something for me. Writing, in this case.

But what kept me away from this in the last few weeks/months?

First of all, looking for a house to buy, and then starting with all the documents needed to go on with the purchase. Me, buying a house on my own, abroad, dealing for the first time in my life with auctioneers, engineers and solicitors. Me?!

Well, yes, I found out that my brain is capable of deciphering bureaucracy and extricating in this and that appointment and office.

The point is that just one of these meetings or documents to provide, stays in my mind for days and days, threatening my mental and physical balance.

Especially when, all of a sudden, an issue that none of those characters was able to foresee, comes up. Then you try to imagine the face of the couple who is selling you their property, who you have never met, who still has the key to what you have been dreaming of for months.

The icing on the cake is the solicitor, telling you: “If this doesn’t end well, it means it wasn’t the right house for you, and we’ll find another one”. NO! Good woman. Clearly, she has no clue of the disastrous house market for normal people in Ireland.

As if this was not enough, summer arrived.

I was sure that Ireland wasn’t able to have a proper summer. No oppressive heat, no swimming suit anxiety, but most of all: no low blood pressure symptoms.

About 3 weeks ago, summer struck Ireland, with peaks of 30 degrees. Some of those days, they had to close the office where I work, because the air con is not ready for this! In my apartment we had to sleep with the balcony window opened, there is a water emergency on the island, and the normally beautiful green fields are of a sad yellow.

A pain, especially of the few people like me who suffer from hypotension.
(I say few, because it felt like I was the only one always complaining)

I would come back from work and just lay down in bed for the rest of the day, dizzy all the time.

If the climate change goes on at this pace, in a few years I might have to move to Iceland.

But I’m back, in heat or cold, with or without a house of my own.

Moonily Yours,
Serena

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***

Primo giorno di fresco dopo non so più quante settimane di torridume, e io ricomincio a funzionare.

La mia vita è stata in stand-by per un po’. Un po’ troppo, in realtà.
(A parte i fantastici 5 giorni passati a Roma con Mr J, di cui racconterò nel prossimo post)

Ebbene, avendo accumulato stanchezza in modo esorbitante e incomprensibile, ero tentata di trascorrere questo sabato a letto. Ma Juno continuava a miagolare per farsi aprire la porta e partire per una delle sue grandi piccole avventure nel vicinato, perciò ho dovuto alzarmi.
Grazie a lei e alle nuvole, ho trovato la motivazione per tornare a funzionare. Potrei addirittura uscire a prendermi un gelato più tardi.

Cosa significare per me “funzionare”?

Per me è dedicarmi ad altre attività oltre al lavoro quotidiano, la spesa, pulire casa, pulire la lettiera dei gatti… Fare qualcosa per me. In questo caso, scrivere.

Che cosa mi ha stancato in queste ultime settimane/mesi?

Prima di tutto, la ricerca della casa da comprare, e poi iniziare con tutte le documentazioni necessarie. Io che compro casa all’estero da sola, e che mi ritrovo ad aver a che fare con agenzie immobiliari, ingegneri e avvocati. Io?!

Ebbene sì. Ho scoperto che il mio cervello ce la può fare a capire roba burocratica e a districarsi tra appuntamenti e uffici vari.

Il problema è che l’incontro con uno di quei personaggi o un singolo documento da procurarmi, sta lì a minare il mio equilibrio mentale e fisico per giorni e giorni.

Soprattutto quando poi spuntano problemi vari che nessuno di quei personaggi elencati sopra aveva previsto. Allora ti immagini la faccia dell’attuale proprietario, che non hai mai visto, con cui non hai mai interagito, ma che ancora ha in mano le chiavi di ciò che sogni da mesi.

E la ciliegina sulla torta è l’avvocato che ti dice: “Se non va a buon fine, vuol dire che non era la casa per te, e ne troveremo un’altra”. NO! E’ chiaro che la signora non ha idea della situazione-disastro case per gente comune.

In tutto ciò, ci si è messa l’estate.

E io che pensavo che non avrei mai visto una vera estate qui in Irlanda, niente caldo soffocante, ansia da costume da bagno, ma soprattutto pressione bassa.

Invece è scoppiata circa tre settimane fa, con picchi di 30 gradi. Tanto che certi giorni hanno dovuto chiudere l’ufficio dove lavoro per il troppo caldo (l’aria condizionata nemmeno ce la fa), a casa mia dormiamo con la finestra del balcone aperta, siamo in emergenza idrica, e i famosi campi verdi irlandesi sono tutti giallastri.

Una pena, soprattutto per me che soffro di ipotensione.

Torno a casa da lavoro e devo stendermi, spesso con giramenti di testa e nausea.

Buone possibilità che, se il cambiamento climatico continua così, tra qualche anno dovrò trasferirmi in Islanda.

Comunque sono tornata, caldo o non caldo, casa o non casa.

Lunaticamente Vostra,
Serena

2 Comments Add yours

  1. trentazero says:

    In bocca al lupo per questo bellissimo passo. 🙂
    Anche qui fa caldo come non mai ma… Faccio una doccia e non mi lamento! 🙂

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    1. Bravissima, goditelo anche per me 😉

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