“Why do you blog?”

A couple of people recently came to me with the same questions: “Why do you blog? Is it not too personal?”

I started thinking about the reasons why I write and share some of my personal experiences and thoughts and feelings both with people I know and also with a huge potential number of complete strangers.

I’m sure you could find many studies out there regarding new generations and social media psychology. Although I’m definitely part of the social media generation, here I want to focus on my own reasons.

Let’s start from before I opened my blog.

I have always loved reading and writing. I was given the first diary on my 8th birthday, and I started reporting what was happening in my uneventful child life, every day.
From that moment on, I have always kept journals, but not as regularly as the 8th years old Serena used to do.

One of the reasons for a blog is that, if you love writing, you also want to share it with other people sooner or later. For a few years, when I moved to my college town, or even the first couple of years I lived here in Ireland, I used to write letters to two of my best friends regularly. I think opening a blog kind of evolved from that.

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At the same time, growing up, the Internet happened, and the time to read shrinked (I became one of those average people who hides more and more behind the excuse of a too busy life).

Anyway, I started surfing that new ocean, and new worlds presented to me, made of different lifestyles, cultures, daily routines, healthy habits, possibilities.

One of the reasons why I opened my blog was because I was loving other blogs.

It also related to my reading likings: biographies and diaries. Blogs are like little daily insights into the life of normal people like us, with particular passions, tastes, who live in far away places, who can teach us something.
I started telling about my experience of moving to Ireland.

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Another main reason is linked to my personality.

I’m an introvert, which doesn’t mean I’m shy or that antisocial.
It mainly means that social occasions, or socialising for too long withouth breaks for myself, drain my energy. I don’t take energy from other people, they take mine.

As I said, I don’t look too shy (anymore) when I’m in a social environment. And I enjoy that time, don’t get me wrong! But afterwards, I need my solitary moments of privacy in my own safe place.

This means that I also communicate better with others remotely. I need time and focus to think about what I want to say. I would love to be one of those Irish women who comes to me with a compliment or a nice word so spontaneously.
I’m not, and I’ll probably never be.

But why sharing my things so openly?

Well, as I mentioned before, when you like writing and (often) overthinking about life, you want to share it with other people. And the best people to get feedback from, are strangers.

If you are not familiar with blogs, you can’t imagine the surprising reactions you receive and give to others on your or their sharing activities.
Just talking about a misadventure can take to comments from people who lived the same experience, who can give tips to you and the other readers, or just show the support of a stranger.

I personally like to follow small blogs, who are free to say what they want to say, in the limits of mutual respect of course.

There are a few topics I like reading about, but I’ll tell you about it in my next post.

Do you like blogs too?
Or maybe you have one yourself? What reasons made you open one?

Moonily Yours,
Serena

***

Qualcuno mi ha chiesto di recente perché avessi aperto il mio blog, stupite che possa voler condividere aspetti personali della mia vita.

Così, ho iniziato a rifletterci su. Cos’è che mi spinge a scrivere e condividere esperienze, pensieri, sentimenti tanto personali sia con persone che conosco che con un potenziale enorme numero di sconosciuti?

Sono certa che ci siano tanti studi sociologici sulle nuove generazioni e la psicologia dei social media. Nonostante faccia parte di questa generazione, qui vorrei soffermarmi su motivi personali. 

Iniziamo da prima che aprissi il mio blog.

Ho sempre amato leggere e scrivere. Il primo diario mi è stato regalato quando ho compiuto otto anni, e da quel momento ho iniziato a riportare in modo maniacale quello che succedeva ogni giorno nella mia vita tranquilla di bambina.
Da quel giorno ho sempre tenuto un diario, ma ora non sono così regolare. Posso lasciar passare anche mesi tra un mini racconto e l’altro.

Uno dei motivi è che, se scrivi, prima o poi vuoi anche condividere con gli altri i tuoi pensieri. Per qualche anno, ai tempi dell’università fuorisede e per un po’ dopo il mio trasferimento in Irlanda, mi scambiavo lettere con due delle mie migliori amiche a intervalli regolari. Credo che aprire un blog sia evoluto un po’ anche da quello.

Mentre crescevo, è arrivato Internet, e il tempo per leggere si rimpiccioliva (sono diventata una di quelle italiane medie che si nasconde dietro la scusa di una vita troppo indaffarata).

Fatto sta che ho iniziato a navigare quel nuovo oceano, e nuovi mondi sono apparsi davanti a me, fatti di diversi stili di vita, routine quotidiane, buone abitudini.

Uno dei motivi per cui ho aperto il mio blog è che amavo altri blog. 

Si legava anche ai miei gusti di lettura per biografie e diari. Leggere un blog è come guardare nella vita di persone normali come noi, con passioni particolari, gusti personali, che abitano in posti lontani, da cui possiamo imparare qualcosa.
Io ho iniziato a raccontare del mio trasferimento in Irlanda.

Un’altra ragione è legata al mio carattere.

Sono un’introversa, il che non vuol dire che sia timida o chiusa.
Significa soprattutto che le situazioni sociali, o il socializzare per troppo tempo senza prendere pause per me stessa, mi toglie ogni energia. 

Come dicevo, non sembro (più) timida quando sono in una situazione sociale, e mi diverto anche in quelle occasioni, non fraintendetemi. Solo che dopo un po’ ho bisogno di momenti solitari nel mio piccolo luogo privato e sicuro.

Questo significa anche che comunico meglio in remoto. Ho bisogno di tempo per pensare ed elaborare ciò che voglio dire. Mi piacerebbe essere una di quelle Irlandesi carine che vengono da te con un complimento spontaneo o una parola carina. Non sono così, e forse mai lo sarò.

Ma perché sono pronta a condividere i miei fatti apertamente?

Beh, come ho detto prima, quando ti piace scrivere e (spesso) rimuginare troppo sulla vita, vuoi anche condividere tutto ciò con altre persone. E il pubblico migliore per avere un responso in questi casi sono i perfetti sconosciuti.

Se non siete abituate a frequentare un blog, non potete nemmeno immaginare la gamma di reazioni che si ricevono o si manifestano agli altri sulle esperienze che tu o loro condividete.
Raccontare una disavventura può generare commenti da persone che hanno vissuto un’esperienza simile, che magari possono dare consigli a te e agli altri lettori, o solo mostrare supporto morale.

A me piace seguire soprattutto piccoli blog, liberi di condividere qualsiasi cosa, sempre nei limiti del rispetto reciproco.

Ci sono alcuni temi di cui mi piace leggere in modo particolare, ma ve ne parlo nel prossimo post.

A voi piace seguire dei blog?
O forse ne avete uno vostro? Quali sono stati i motivi che vi hanno spinto ad aprirlo?

Lunaticamente Vostra,
Serena

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