Personal Traditions

When I was in Italy during the Christmas holidays, I bought a book called “Prendiluna”, by Stefano Benni, an Italian author I discovered when I was in college and loved since.

A personal tradition of mine came back to my mind, something I had created right at that time: after every exam of my last year before graduation, I would buy one of his books as a reward.

I’m not a fan of all those culturally recognised traditions, the standard ones you don’t even remember why they exist. I’m thinking about Christmas (having too many people around, for too long lasting lunches and dinners -I’m from Italy, don’t forget-), Easter (when you HAVE TO get fatter with all the chocolate), and I also think about presents on your birthday, to the happy new years!, but also to the kisses on each other cheeks when you meet anyone (again, I’m from Italy).
I perfectly get that I’m a bit exaggerated.

I understand the importance of keeping some of these traditions in order to protect certain cultural features, but I would abolish them when it comes to myself.

Something I love, on the other hand, are those little personal traditions, shared with no one else, or with your partner, family, friends.

These are the best, since they are often created by chance. We do something we like, or we share a nice experience with someone else, we repeat it more than once, and there you have it!

For instance, when I was still living in Italy, I started meeting a friend of mine for a coffee every Friday afternoon. That became our Friday coffee.
I’m thinking of how to keep part of this habit now that I live in Galway and we are not in touch that often. It could be turned into the Friday updating video in front of a coffee, or something like that.

Or the walk on the Salthill promenade with Mr J on a Sunday night to go to our favourite pub, O’Connors.

What I’d like to do is to create more personal traditions. They could be a little habit in my new home, something to share with Mr J, or with my family far away, or my sister…

My mum made me think about all this last night, when she texted me good night. She told me something her grandmother used to tell her: “Let’s go and wait for tomorrow”.
Brushing up old memories and making them anew.

What are your favourite personal traditions?

I’ll finish here and will “go and wait for tomorrow”.

Moonily Yours,
Serena

***

Mentre ero in Italia per le vacanze di Natale, ho comprato “Prendiluna”, un libro di Stefano Benni, autore scoperto ai tempi dell’università e amato da allora.

Mi è tornata alla mente una mia tradizione personale, nata proprio in quel periodo: comprare un suo libro dopo ogni esame dato durante l’ultimo anno prima della laurea, come premio.

Non sono una fan di quelle tradizioni culturalmente riconosciute, quelle “standard”, di cui in molti casi non ne conosciamo o ricordiamo nemmeno l’origine. Penso al Natale (con gli stressanti pranzi e cene con troppe persone intorno), alla Pasqua (dove ingrassi per forza con tutta quella cioccolata), ai regali il giorno del compleanno, agli auguri di buon anno, ma pure ai bacetti sulle guance con chiunque incontri.
Riconosco di essere un po’ estremista, eh!

Capisco il valore di certe tradizioni, che sia importante mantenerle per proteggere specifici tratti culturali, ma le rifiuto per me stessa.

Una cosa che adoro sono le piccole tradizioni personali, di coppia, di famiglia, di amicizia.

Sono le più belle perché spesso nascono casualmente. Facciamo qualcosa che ci piace, o condividiamo un’esperienza con qualcuno, la ripetiamo più volte, ed eccola là!

Ad esempio, quando ancora vivevo a Latina, avevo iniziato a incontrare un’amica per il caffè sempre di venerdi pomeriggio. Quello è diventato il nostro caffè del venerdì.
Sto pensando a come continuare questa abitudine anche ora che vivo qui a Galway e, per forza di cose, ci sentiamo molto meno. Potrebbe diventare il video di aggiornamento del venerdì davanti a un caffè.

Oppure la passeggiata sul lungomare di Galway con Mr J la domenica sera per andare al nostro pub preferito, O’Connors.

Quello che vorrei fare è crearmi nuove tradizioni solo mie: qualche piccola abitudine nella nuova casa, qualcosa da condividere con Mr J, piccole abitudini con la mia famiglia lontana, con mia sorella…

È stata mia mamma a darmi questo spunto di riflessione, quando ieri sera come messaggio della buonanotte mi ha scritto una frase che le diceva sempre sua nonna: “Andiamo ad aspettare domani”. Rispolverare ricordi vecchi per farli diventare nuovi.

Quali sono le vostre piccole tradizioni personali preferite?

Io chiudo qui, e vado “ad aspettare domani”.

Lunaticamente Vostra,
Serena

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