At the doctor

From what I always hear, one of the most difficult things to get used to for an Italian living abroad is the health system.

First of all, we are used to a public health system, where you don’t have to pay for any little thing. Here in Ireland, I had the first heart attack when a doctor asked me 50€ to tell me I had a normal flu, only a bit more aggressive than usual, and I could only be patient (ohoh) and wait for it to go away.

Then I stumbled upon another one who prescribed me 3 antibiotics in less than 2 months, ruining my stomach (still struggling with this from time to time).

And then, I finally found the best doctor ever (Italy included). She prefers lighter remedies, natural if possible, didn’t tell me that my palpitations were only due to stress, but ran a thorough check, even found the perfect diet for my crazy digestive system.

A couple of days ago, I went for the first time to an Irish dentist.

This is a short list of what I have noticed (again, based on my experience in both countries):

  • Here you don’t have to wait hours to be called, and they generally manage to give an appointment at your favourite time. Briefly, you don’t need to block out your day just because you have to go to the doctor.
  • They explain everything they are going to do. In Italy they wouldn’t tell you anything. I had a bit of anxiety when the dentist mentioned the word “injections” the other day, but was also glad to know what was about to come.
  • They are way more gentle, physically speaking. Just as Irish people are very discreet in their conversations, they show the same care “handling” you. I wonder how the dentist will manage the two wisdom teeth he has to pull out next time! I also found it funny that he gave me a sort of plastic sun glasses to wear for the water he would be using. Very thoughtful.
  • You know their life. I know where my doctor is from, where she studied, where her boyfriend is from, that the nurse’s son’s girlfriend is Italian. I even found my dentist talking with the vet. They are brothers. So now my cats and I have doctors with the same name.
  • Your doctor will know you when you meet her at the supermarket, and will stop to tell you what she’ll be doing for Christmas, and will ask you if you are going back home to Italy.

By the way, I’m not every day at the doctor, but I guess you need an excellent memory to have such a job.

I usually hate having to find out what is wrong with my body or having to undergo a cure. Even the most stupid thing stresses me out.

But I can say that Ireland suits me better also on this topic. I’m not saying that the health system is better here (luckily, I wouldn’t be able to compare), but that human touch makes everything more bearable.

Moonily Yours,
Serena

***

Da quello che sento spesso, trovo che la cosa più difficile per una persona italiana residente all’estero sia abituarsi al sistema sanitario.

Prima di tutto, non siamo abituati a dover pagare (e anche tanto) per qualsiasi cosa. Il primo colpo al cuore l’ho avuto quando un medico mi ha chiesto 50€ per dirmi che avevo una comune influenza e che dovevo solo essere paziente e aspettare che passasse da sola.

Poi mi sono imbattuta in un’altra che mi prescrisse 3 antibiotici in meno di due mesi, rovinandomi lo stomaco, con cui ancora combatto di tanto in tanto.

Finché non ho trovato la migliore di sempre (Italia compresa). Lei preferisce rimedi più leggeri, naturali se possible, non mi ha detto che le palpitazioni che avevo erano dovute solo allo stress, facendomi anzi un esame approfondito, e trovandomi anche la dieta perfetta per il mio stomaco dispettoso.

Un paio di giorni fa, sono andata per la prima volta da un dentista qui.

Questa è una breve lista di quanto notato finora (basato sulla mia esperienza in entrambi i paesi):

  • Qui non devi aspettare ore per farti visitare, con tutto l’appuntamento. E di solito riescono a scendere a compromessi con il tuo orario preferito. Insomma, non devi bloccarti tutta la giornata solo per andare da dottore.
  • Qui ti spiegano ogni cosa, ogni loro movimento. In Italia non lo fanno mai. Certo, mi è salita un po’ d’ansia quando il dentista l’altro giorno ha pronunciato la parola “iniezioni”, ma almeno sapevo cosa stava per succedere.
  • Sono di gran lunga più gentili, fisicamente parlando. Così come gli irlandesi sono molto discreti nelle conversazioni, mostrano la stessa attenzione quando devono “maneggiarti”. Mi domando solo se il dentista sarà davvero capace di togliermi i due denti del giudizio la prossima volta. Ho anche trovato curioso che mi abbia fatto indossare un paio di occhialetti di plastica per proteggermi dall’acqua che avrebbe usato.
  • Conosci la loro vita, morte e miracoli. So di dov’è la mia dottoressa, dove ha studiato, di dov’è il compagno, so che la fidanzata del figlio dell’infermiera è italiana. Ho addirittura trovato il dentista parlando col veterinario. Sono fratelli. Quindi ora io e le gatte veniamo curate da medici della stessa famiglia.
  • Il tuo dottore ti riconosce quando ti incontra al supermercato, e ti fermerà per dirti come trascorrerà il Natale e chiederti se tu tornerai a casa in Italia.

Per chiarire, non è che io stia sempre dal dottore. Credo però sia necessario avere quella memoria eccellente per fare questo lavoro.

Io odio sempre dover scoprire che ci sia qualcosa di sbagliato nel mio corpo e dover fare qualsiasi cura. Anche la cosa più stupida mi stressa.

Ma posso affermare che l’Irlanda mi si addice bene anche per questo argomento. Non sto dicendo che il sistema sanitario sia meglio qui (per fortuna non sono in grado di comparare), ma il tocco umano rende tutto più semplice.

Lunaticamente Vostra,
Serena

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